Boom! We're back and we've got great news!

Archive for July, 2012

La cicogna bianca, quella vera, sceglie di nuovo la Sicilia

La Sicilia in questi giorni è alla ribalta delle cronache nazionali per via della forte crisi economica che la sta assalendo, ma se “a spopolarla” potrebbero essere gli “uomini in doppio petto” c’è per contro un’altra buona notizia.
Dopo oltre cinquecento anni di assenza, la LIPU, annuncia il ritorno, della cicogna bianca, con oltre settanta coppie nidificanti.
Vent’anni fa esatti il reinsediamento delle prime due coppie nidificanti, quest’anno il dato record di settanta coppie tra la Piana di Gela, la Piana di Catania, le Province di Siracusa, Agrigento, Trapani e Palermo.
Nel 1992, ci fu il primo tentativo di nidificazione, spiega la LIPU, e seppur alcune manovre sono andate male, il numero di coppie è comunque aumentato di anno in anno fino a raggiungere la popolazione attuale.
La maggior parte dei nidi, molti di questi anche artificiali, creati proprio grazie all’intervento dei volontari della LIPU, si trovano sui tralicci dell’alta tensione, percui gli incidenti sono all’ordine del giorno, ma malgrado questo attraverso tutta una serie di iniziative atte alla sensibilizzazione ed all’educazione di questa “popolazione” e la sua accoglienza, la cicogna bianca torna a preferire,  anche in inverno, la Sicilia.
E se è vero che la cicogna è simbolo di fecondità non ci rimane che augurarci che questo possa avvenire anche nelle sedi governative locali.

Fonte: http://goodnews.ws/blog/2012/07/20/cicogna-bianca-record-in-sicilia70-le-coppie-nidificanti/

Deborah Brulard


Quando il gioco si fa duro

La malattia, la struttura, le terapie, gli strumenti, le reazioni: sono questi gli ingredienti che caratterizzano l’ospedale e i suoi pazienti, quando questi ultimi sono baby il discorso umanamente si complica.
La terapia d’attacco, è certamente sempre la stessa: il sorriso fa molto bene ; ma in questo caso è anche il gioco a far da padrone.
E’ cosi che nel 1998 nelle strutture pediatriche dell’Azienda Ospedaliera di Parma nasce:” Giocamico”, progetto con l’intento di far si che il bambino ricoverato in Ospedale giocando metta in moto la sua fantasia e “trasformi” l’ambiente ad esso circostante secondo le proprie esigenze.
Ecco quindi che macchinari ermetici, flebo, siringhe, macchine per la risonanza magnetica, diventano cittadelle ludiche, dai risvolti accettabili e certamente poco temibili.
Sale operatorie che si trasformano in mondi extraterreni, barelle come mezzi per viaggiare nello spazio, lettini della tac che assumono le sembianze di navicelle aerodinamiche; è in questo modo che non solo si induce il bambino a personalizzare con la fantasia un ambiente che prima gli era estraneo, con notevole riduzione dell’ansia sia sua che dei familiari, ma si accudisce il piccolo paziente nella sua globalità, fornendo attenzione anche agli aspetti non direttamente medici: vera rivoluzione nel settore.
Una delle strutture ad oggi in cui questa attività è espressa nel migliore dei modi è quella degli Ospedali Riuniti di Bergamo; qui ci si rivolge ai bambini tra i 4 ed i 16 anni degenti nei reparti o nel Day Hospital.
Terapie mirate, apporto di psicologici e giochi su misura, permettono di creare alleanza tra il paziente e la struttura facendo registrare drastiche riduzioni di sedazioni per esempio per esami invasivi, o acquisizione della giusta energia da parte del bambino per la reazione al trauma della malattia.

Fonte: http://www.lottimista.com/2012/05/28/piccoli-pazienti-giocare-in-ospedale-fa-bene/

Deborah Brulard


Combattere la crisi economica con la solidarietà

“Last Minute Market” è questo il nome del progetto nato dall’Università di Bologna che si prefigge di trasformare gli sprechi in risorse.
Già attivo dagli anni 2000, è ora in fase sperimentale presso uno dei quartieri più popolati di Torino, Borgo Filadelfia.
Qui gli aderenti, piccoli produttori, gastronomie, panetterie, alimentari, macellerie, bar, hanno partecipato attivamente recuperando alimenti, generi di quotidiano consumo, farmaci e altro che normalmente andrebbero buttati destinandoli ad Associazione ed Enti che si occupano delle persone in difficoltà.
Un’iniziativa che si prefigge come obiettivi principali quelli di: aiutare le persone in difficoltà, limitare la produzione dei rifiuti e fornire concretezza e visibilità alla responsabilità sociale dei piccoli commercianti.
Un’impresa sociale a pieno raggio che si caratterizza anche della cosi detta “ filiera corta”: ossia per ridurre al minimo l’impatto ambientale tutti i prodotti vengono recuperati e destinati a strutture presenti sul territorio stesso.
“E’ quindi in tempo di crisi”, fa sapere Giuliana Tedesco, Assessore al Turismo del Comune di Torino, “ che cerchiamo di reagire investendo sul valore della solidarietà e sul recupero del buon vicinato”.

Fonte: http://www.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2012/07/17/crisi-e-solidarieta-recuperare-cibo-e-farmaci-per-chi-e-in-difficolta/

Deborah Brulard


Love is our favorite topic on the radio!

Image

Vero TV di questa settimana – le Kris parlano dell’Isola dei Famosi, della vita e della loro nuova filosofia – Think Clean!!!


Per tornare a vivere, emergenza Emilia: interventi tecnici gratuiti

A stringersi ancora una volta è la morsa della solidarietà: nelle zone terremotate dell’Emilia Romagna, per il “ritorno alla vita” si sviluppano ogni giorno situazioni nuove destinate proprio all’aiuto concreto.
E’ cosi che nel weekend appena trascorso ha preso il via l’iniziativa promossa da “La Prima Stella Onlus”, Associazione di volontariato di Biella, che con entusiasmo, concretezza e determinazione collabora con le popolazioni di Sant’Agostino e San Carlo di Ferrara, al post terremoto, sia seguendo le esigenze direttamente nei campi delle tendopoli,  che nelle fasi di progettazione.
Il Dott. Luigi Ferrante, presidente dell’Associazione,  ha rivolto un appello ai propri tecnici ed è cosi che geometri, ingegneri, architetti,  si sono resi subito disponibili per effettuare perizie ed interventi gratuiti a tutte quelle persone che non avendone la possibilità economica rischierebbero di essere inghiottiti dal concatenarsi di circostanze davvero problematiche.
Perizie quindi per la ricostruzione, per la quantificazione dei danni, e per la richiesta di un sostentamento economico a chiunque lo richieda, con ordine di precedenza per gli anziani, i malati e le mamme sole con bambini piccoli a carico.
Azioni  dignitose e concrete che tangibilmente aiutano; chiunque fosse interessato può contattare il nr. 3333374768, sig.ra Anna Bruno.

Fonte:  http://news.ladysilvia.it/ladysilvia/23118/missioni/0/

Deborah Brulard


Altolà al sudore…più o meno

Con l’arrivo del grande caldo estivo, si ripropone il solito e anti-sociale problema della sudorazione eccessiva, condita da odori non proprio piacevoli e antipatici aloni sui vestiti. Ogni tentativo di contrastare l’iperidrosi estiva, in genere, si rivela un gran buco nell’acqua, fra cifre astronomiche spese per anti-traspiranti, deodoranti coprenti e qualche pensiero di ricorrere anche al napalm, pur di controllare questo fastidioso fenomeno.
Come spesso accade, arriva dal Giappone un’invenzione a dir poco rivoluzionaria, che nelle intenzioni si prefigge di debellare definitivamente la piaga della “commozione ascellare” e rendere un po’ più fresca e piacevole, l’estate di chi ha ghiandole sudoripare dalla lacrima facile. Il progetto dell’ex tecnico Sony Hiroshi Ichigayam, prevede il lancio sul mercato di un paio di pantaloni con un sistema di aerazione incorporato, in modo da mantere fresco il corpo dell’utente e scongiurare il fenomeno dell’iperidrosi.
Prima di lasciarsi andare a facili entusiasmi, il pantalone con l’aria condizionata incorporata, comunque, presenta non pochi difetti di progettazione e qualche piccolo effetto collaterale fastidisioso tanto quanto gli aloni di sudore. La ventola installata nelle tasche del pantalone, infatti, produrrebbe un ronzio perfora timpani che seguirà l’indossatore tutta la giornata e, inoltre, l’eccessivo quantitativo di aria prodotta gonfierebbe il pantalone a dismisura, provocando il terribile effetto “omino michelin”.
I ricercatori, comunque, sono al lavoro per risolvere questi problemi, sperando che ricorrano anche ai consigli di uno stilista migliore, perché oltre agli intoppi tecnici già sottolineati, i pantaloni sono disponibili al momento solo nella non tanto invitante colorazione Khaki, che non brilla certo per originalità e gusto. Nel frattempo, dovremo continuare a combattere il caldo e i suoi effetti con i cari e vecchi metodi, che magari non avranno effetti duraturi ed efficacissimi, ma almeno ci eviteranno di sembrare dei goffi e rumorosi omini michelin.

SIMONE VITILLO

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_luglio_17/pantalone-aria-condizionata_02827f9e-d027-11e1-85ae-0ea2d62d9e6c.shtml


Image

Radio 105 Summer Tour!

20120722-185257.jpg

La prima tappa e’ andata!! Che bella Santa Margarita Ligure, che bello il mare e che spettacolo il costume di Agogoa!
KR